30 marzo 2007
settimana lavorativa
una settimana di lavoro.
E in una serttimana ne succedono di cose...

lunedì
faccia da lunedì tipica: occhio gonfio, voce rauca e frase di default "ne riparliamo più tardi?"

martedì
arriva il brief di un'azienda di alcolici.
Che figo! Se non fosse che mi ubriaco con 2 cc di birra
(che poi è una cosa comodissima: con 2 euro mi faccio grandi serate di sole risate!!)
e che non ricordo mai un solo nome di cocktail... e a dirla tutta non so manco come si scrive, la parola cocteil

mercoledì
faccio un report.
che ormai alla domanda "che lavoro fai?" potrei rispondere reporter

giovedì
mi hanno cambiato di posto. Adesso occupo la scrivania del mio capo....
... dovrebbe essere un buon segno ^^

venerdì
oh finalmente la settimana è finita
ma se penso che nel we dovrò studiare a manetta..

vorrei che domani fosse già lunedì O.o


però, per lasciarvi in bellezza,
nel senso letterale dl termine

 
posted by giangina at 13.55 | Permalink | 16 comments
23 marzo 2007
ho visto cose che voi umani..
Sono tempi difficili.
E non occorre guardare lontano per capire. Basta allungare un po' lo sguardo.

Ieri mi sono detta:
Dai, per oggi lasciamo stare la macchinina e prendiamo il bus.

ore 14.00. Ho beccato in pieno l'orario di uscita da scuola. -.-

Lo spettacolo è stato a dir poco agghiacciante:
Decine di ragazzini delle scuole superiori. Tutti rigorosamente tamarri. Tutti, rigorosamente,uguali.
Ecco come

CARATTERISTICHE COMUNI:
lui
sesso: maschio
anni: 14/15/16
capello: sempre irregolare, spesso con frangia simil-incolta
cellulare: sempre all'ultimo grido
gioiello: piercing e anelli vari. Dita preferite: indice e pollice
jeans: praticamente caduti
mutanda: sempre in vista, sempre firmata
zaino: mortificato da dediche e disegni
FRASE PIU' PRONUNCIATA: Oh ascolta! Guardami nelle pupille e dimmi se non sono troppo giusto, troppo ochei, troppo fico, minchia.

lei
sesso: femme fatale
anni: 14/15/16
capello: liscio, lucido, curato e sempre un po' davanti agli occhi
cellulare: sempre in mano
gioiello: piercing
unghia: colorate, lunghe, sode, ... finte.
zaino: c'è sempre una scritta "ti amo", spesso autografa, e cntinaia di portachiavi
FRASE PIU' PRONUNCIATA: Cioè.. hai capito? Cioè ...tipo... mi ha guardata... mi ha baciata.. cioè.. arrivati a un certo punto.. il suo pirsing si è incastrato al mio... cioè... maggico!


E adesso voglio fare un appello:
Se anche tu sei uno loro, se ti sei rivisto in questa descrizione, scrivimi. Siamo qui per aiutarti.
 
posted by giangina at 18.58 | Permalink | 11 comments
18 marzo 2007
Pausiamo?
Sì, pausiamo.
Pausiamo di una settimana dal lavoro. E immergiamoci lentamente nella vita universitaria. Solo una settimana, un piccolo sorso, un piccolo respiro.

Sveglia, scarpe da ginnastica, megaborsa a tracolla e via, alla conquista di Palazzo Nuovo.
Prenderò un cappuccio al bar, di quelli che mi mancano tanto, di quelli che la macchinetta in confronto è come Genoveffa di fronte a Cenerentola.

Frequento una mezza lezione, faccio una bella coda alla Segreteria e poi ricevimenti su ricevimenti. Primo fra tutti il prof della tesi. Solo per dirgli: sì, ci sono ancora, sono viva.

E poi, una settimana di mostre, convegni, incontri, cinema, studio, e soprattutto, aula studio.

Che io a casa non riesco mai a studiare:

ore 8.30 sveglia
ore 9.00 colazione
ore 9.30 inizio a studiare
ore 10.00 guardo quante pag ho già letto
ore 10.30 uh! è da un'ora che studio
ore 11.00 pausa
ore 11.30 guardo quante pag ho già letto
ore 12.00 shampo e/o tv e/o Internet
e così via.
Via tutto.
Via tutto il pomeriggio.
Nel cesso.
 
posted by giangina at 16.31 | Permalink | 13 comments
13 marzo 2007
paranoia parlat

vorrei tanto andare a vivere da sola.
vorrei tanto lasciare qualcosa nel frigo e ritrovarlo il giorno dopo.
vorrei tanto decidere di svegliarmi all'orario giusto e non sentirmi dire "svegliati che è tardi" e quindi pensare e perché cacchio non m'hai chiamata prima?!
vorrei tanto non dover ripromettermi di studiare tutte le sere, quando esco dal lavoro
vorrei tanto non dover pensare "devostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiaredevostudiare"
vorrei tanto non pensare subito dopo "si però una pausa adesso cade proprio bene"
vorrei tanto avere un attimo per fermarmi
vorrei tanto non dovermi mettere i tappi alle orecchie per non sentire mio fratello russare, poverino
vorrei tanto che mia sorella non crescesse per non sentirmi dire "mi presti lo shampo che devo troppo farmi i riccioli stasera?"
vorrei tanto cambiare guardaroba. Ma se poi devo beccarmi quello di Solange, preferisco il mio.
vorrei tanto smettere di dire vorrei tanto, alzarmi da questa sedia e correr in palestr...
 
posted by giangina at 17.40 | Permalink | 14 comments
04 marzo 2007
pantofo..liti
è domenica sera
sono le 21.42
e soffro di pantofolite acuta.

La mia è una malattia seria, micacazzi.

Ha i suoi sintomi.

Innanzi tutto, bisogna chiarire: colpisce solo nei weekend.

Ed è qui che si manifesta in tutta la sua malvagità.

Perché uno passa la settimana a fare mille cose e a rimandarne mille altre aquandròavròtempo. ERGO, il fine settimana. E invece, no.

La pantofolite ti colpisce proprio quando hai più bisogno di andare dal calzolaio, che è la 14° volta che mi si tolgono i tacchetti dalle scarpe nere professional che la prossima volta col cacchio che le compro in saldo se poi devo spendere il 300% in tacchi di gomma!
Dicevo, colpisce proprio quando hai più bisogno di andare dall'estetista, che ormai non basta più la ceretta, ci vuole la sequioia, ed è in questi momenti che capisci l'utilità di Liddol...
La pantofolite non si fa scrupoli. E mina alla base i tuoi piani. Che dovresti approfittare del weekend per studiare le 300 pag arretrate per riuscire a finire in tempo gli ultimi due esami della mia agognata laurea...

E invece, no.
Lei è lì. Quatta quatta, si appropria del tuo corpo.
Lo priva di qualsiasi tensione muscolo-nervosa.
Lo priva della voglia di alzarsi dal letto.
Lo priva dell'istinto vitale: non mangi per non sprecare energie nello afferrare e portare alla bocca la forchetta.

Questa settimana ho raggiunto il culmine: ho dormito sul divano, per non fare 'sti 4 passi contati e arrivare al letto.
Che mica abito alla Reggia di Caserta.
Dalla cucina alla camera, alle 7.30 la puzza di cipolla provacata da quella che si dice in giro essere mia madre (che cucina per il giorno dopo e quello dopo ancora) fa in frettissima ad arrivare...

è domenica sera
sono le 21.51
e soffro di pantofolite acuta.
 
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