giovedì
trasloco.
di qualche metro soltanto. Ma sempre un lavoraccio è.
E consiste in:
- pulire a fondo la casa nuova. Ciò vuol dire
sterminare ogni acaro possibile ed immaginale. E quella casa non è solo il loro covo. E' una piscina di acari. Ci stanno dentro come Baudo in TV: godono.
- impacchettare ogni singola cosa presente nella vecchia. Ciò vul dire
ritrovare oggetti che erano stati irremediabilmente perduti. Per cui avevi quasi pianto e di cui hai saputo poi in definitiva fare a meno.
- quindi riprodurre tutto il mobilio nella casa nuova. Che è più grande, per cui il vecchio mobilio sembrerà scomparire. Ciò vuol dire fare una capatina all'Ikea e cercare di riempire gli spazi. Ma non troppi. Che il giorno che mi ritrovo a casa a far da tappezzeria non voglio concorrenza.
- reintrodurre tutti gli oggetti nel vecchio mobilio della nuova casa. Ciò vuol dire cercare fi riprodurre esattamente quelli che erano i posti vecchi al fine di evitare di cercare per intere giornate le chiavi della macchina che poi magari per nonsaibenequalecavolodimotivo sono finite in frigo.
- infine lavare il proprio corpo con la candeggina, cercando di non sbagliare candeggio. Che poi ti ritrovi con i capelli bianchi a 21 anni e NON è carino.
E mentre ti lavo scopri un nuovo mondo. Quello dell'acaro. E scopri che GODI a vederlo soffrire, crepare, morire.
- poi ti conviene passare un we in un istituto di bellezza a farti fare i massaggi per smaltire tutto lo stress, i fanghi per recuperare una decenza e il pifferaio magico per pulire i pori della pelle che più che punti neri sono ormai discariche e devono esser convinti o ipnotizzati, per riuscire ad eliminarli
da notare che sono ancora solo tra la prima e la seconda fase. MA ogni tanto mi lavo pure.